La Commissione europea ha adottato a inizio febbraio nuove misure nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR).

Il regolamento introduce:
- il divieto esplicito di distruggere gli invenduti nel settore moda (capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature);
- l’obbligo di trasparenza: le aziende dovranno dichiarare pubblicamente quanta merce invenduta viene scartata e in che modo.
Il regolamento promuove il riutilizzo e il riciclaggio, al fine di ridurre i rifiuti, limitare i danni ambientali e creare condizioni di parità per le imprese.
Le nuove misure vanno anche incontro alle imprese e prevedono delle specifiche circostanze per le quali la distruzione sarà comunque consentita:
- per prodotti pericolosi, quindi che possono minare la sicurezza e salute pubblica;
- per prodotti contraffatti che violano la proprietà intellettuale
- per prodotti non conformi al diritto UE
- per prodotti danneggiati per i quali la riparazione non è fattibile o efficace.
Introducono inoltre un formato standardizzato per la comunicazione, da parte delle imprese, dei volumi di beni di consumo invenduti che vengono scartati, nel modo più semplice possibile e senza imporre oneri amministrativi aggiuntivi.
Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi imprese a partire dal 19 luglio 2026, mentre le imprese di medie dimensioni l’adeguamento è previsto a partire dal luglio 2030. Le norme sulla divulgazione delle informazioni previste dall’ESPR si applicano già alle grandi imprese e si estenderanno anche alle imprese di medie dimensioni dal 2030.
Fonte: ecotessili

