La giusta transizione per la mobilità sostenibile

Gli scorsi 30 e 31 gennaio si è svolo a Torino un incontro dal titolo “Mobilità sostenibile al lavoro” organizzato da Sbilanciamoci. Un confronto tra ambientalisti e metalmeccanici sul tema della mobilità partendo dalla crisi dell’auto, dai piani per la decarbonizzazione, dai processi industriali in corso, dalla crisi occupazionale dovuta anche all’automazione, dalle strategie delle città per ridurre il peso dell’auto a favore di mobilità attiva, trasporto pubblico, veicolo condivisa e mobilità elettrica.

Un’occasione per mettere a fuoco le opportunità che si aprono per nuovi veicoli elettrici, per servizi innovativi di mobilità da condividere, per nuove reti ed investimenti per il trasporto collettivo, che ha molto bisogno di essere potenziato nel nostro Paese.

L’obbiettivo dell’incontro è stato discutere  cercare il modo di integrare fenomeni e strategie che non discutiamo mai in modo unitario, per metterne in evidenza crisi e rischi, ma anche intravederne le opportunità e nuove soluzioni. Per non farci trovare impreparati e evitare che ambiente, salute ed occupazione siano messi come al solito come alternative, creando di volta in volta problemi ambientali, sociali ed occupazionali.

Il primo giorno, 30 gennaio, un convegno di approfondimento svolto al Politecnico di Torino ha affrontato le questioni più scottanti. Dal fronte ambientale ci sono state le relazioni e i numeri presentati da Kyoto Club, Wwf Italia e Transport and Environment che hanno messo in evidenza la necessità (e ormai l’obbligo) di ridurre le emissioni di gas serra del 33% al 2030 secondo il Piano d’azione per il clima e di rispettare le direttive sulla qualità dell’aria.

Non solo: il recente Green Deal presentato dalla nuova Commissione Europea e approvato dal Parlamento a metà gennaio indica chiaramente la necessità di anticipare gli obiettivi al 2030 con almeno il 50% di riduzione di C02 e di puntare a zero emissioni di gas serra entro il 2050. Green Deal che prevede diverse misure per la mobilità, tra cui il 75% del trasporto merci su strada convertito su ferro e per vie d’acqua, lo sviluppo della mobilità automatizzata e multimodale, la fine dei sussidi ai combustibili fossili.

Per quanto riguarda l’automobile, il Green Deal prevede la costruzione di una rete di 1 milione di stazioni di ricarica e di rifornimento con combustibili alternativi per rifornire 13 milioni di veicoli a zero o basse emissioni,  la revisione entro il 2021 delle norme UE sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni, con un percorso chiaro verso una mobilità a zero emissioni dal 2025 e con Ets per i trasporti.

In pratica, tutto questo per l’Italia significa ridurre 100 milioni di tonnellate di CO2 dal trasporto su strada entro il 2050, cioè in poco meno di trenta anni, e senza dimenticare le azioni necessarie anche nel trasporto aereo e marittimo per rispettare gli impegni di de carbonizzazione. Una sfida davvero impegnativa, che richiede una strategia pubblica efficace.

Tra i diversi temi affrontati il futuro dell’industria dell’auto tradizionale. Motus E, l’Alleanza italiana per la mobilità elettrica, che ha presentato una ricerca in collaborazione con lo Studio Ambrosetti in cui dimostra che vi è una interessante filiera legata alla mobilità elettrica di piccole e medie imprese della manifattura e servizi che sta crescendo, con 5,4 miliardi di ricavi imputabili alla e-mobility e che si sta riconvertendo in modo efficiente.

Presentato anche uno studio di International Transport Forum/OCSE sulla mobilità a Lisbona, che ha dimostrato che usando viaggi in condivisione basterebbe il 3% dell’attuale parco veicolare per soddisfare la domanda, con una diminuzione delle percorrenze giornaliere del 23% e la riduzione di emissioni e spazio urbano.

Presentato anche uno studio di International Transport Forum/OCSE sulla mobilità a Lisbona, che ha dimostrato che usando viaggi in condivisione basterebbe il 3% dell’attuale parco veicolare per soddisfare la domanda, con una diminuzione delle percorrenze giornaliere del 23% e la riduzione di emissioni e spazio urbano.

La video registrazione  gli atti ed una sintesi dei temi discussi nel convegno sono disponibili qui

Fonte:  Sbilanciamoci.info

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