É stato pubblicato da ISPRA il quaderno Gli strumenti partecipativi per la gestione del rischio climatico nelle aree urbane.

Il Quaderno ha una duplice finalità:

  • Informare i cittadini sulle due tematiche dei cambiamenti climatici e della partecipazione pubblica secondo un approccio tecnico e sociologico al rischio.
  • Favorire processi partecipativi nelle aree urbane per condividere le conoscenze del territorio e dare la possibilità a tutta la cittadinanza di co-progettare e co-gestire politiche e interventi a livello locale.

Nella I° parte si introduce il tema dei cambiamenti climatici: gli autori presentano il quadro climatico in Italia e i principali eventi estremi quali ondate di calore, siccità, alluvioni, tempeste, conseguenze dirette dei cambiamenti climatici. In particolare, si fa riferimento alle aree urbane in cui gli eventi estremi sono aumentati in frequenza e intensità provocando impatti diretti sulla salute umana e sull’ambiente. Sono illustrate le principali politiche di contrasto ai cambiamenti climatici che sono “La mitigazione” e “l’adattamento” e, con riferimento a quest’ultimo, le principali azioni di intervento2 , la cui conoscenza è fondamentale per gli amministratori al fine di intervenire sul territorio e rendere più resilienti le città italiane.

Nella II° parte è trattato il concetto di rischio e i principali strumenti di partecipazione pubblica per la sua gestione. In particolare, viene introdotto il concetto di rischio secondo le scienze sociali. Il rischio, secondo questo approccio è considerato un costrutto sociale e la percezione soggettiva di ciò che temiamo è profondamente mediata dai sistemi di credenze che condividiamo con il gruppo di appartenenza. In riferimento al rischio climatico, sono trattate nel quaderno la comunicazione del rischio e la partecipazione pubblica, processi strategici per gestire le situazioni conflittuali sul territorio e contribuire a costruire un rapporto di fiducia tra Istituzioni, esperti e cittadini. Un approfondimento di rilievo è dedicato alla partecipazione pubblica, alla sua evoluzione, al concetto di governance e al recente modello di amministrazione pubblica: “L’Open Government”. Inoltre, sono illustrati i principali livelli di partecipazione elaborati da vari studiosi per definire il livello di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni pubbliche.

Completa questa parte, un approfondimento legislativo sulla partecipazione a livello europeo, nazionale, locale e una rassegna (schede) dei principali strumenti partecipativi utilizzati in Europa e in Italia: l’Electronic Town Meeting, le raccomandazioni dei cittadini, la giuria dei cittadini, il bilancio partecipativo, la commissione dei cittadini, il consiglio di saggezza, i sondaggi deliberativi, la conferenza di consenso, la mediazione, l’ Open Space Technology, i laboratori di scenario, il World Café, il forum di discussione online, la chat dei politici, DECIDIM.

La III° parte è dedicata all’indagine esplorativa con il fine di conoscere quali approcci e strumenti partecipativi utilizzano i 21 capoluoghi di Regione e Province Autonome d’Italia. Sono illustrati i criteri di campionamento5 , la metodologia e le principali tecniche della ricerca sociale utilizzate:

  • analisi di pubblicazioni e di altri documenti cartacei e online sul tema del rischio climatico e della partecipazione pubblica; analisi di articoli di giornale (nazionali e locali) cartacei e online;
  • analisi dei media digitali: siti web dei Ministeri, del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (ISPRA, ARPA, APPA), delle Regioni e dei comuni italiani;
  • svolgimento e analisi di interviste ai referenti tecnici comunali e regionali.

Fonte: ISPRA