Il 9 dicembre a Nairobi, nel corso della settima Assemblea Generale delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA-7), è stato presentato l’Executive Summary della settima edizione del Global Environment Outlook (GEO-7) dell’UNEP.
Il documento valuta lo stato dell’ambiente a livello globale, regionale e nazionale, evidenziando crisi interconnesse come cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, degrado dei suoli, inquinamento e rifiuti. Il rapporto integra dati scientifici, scenari previsionali e analisi socio-economiche, proponendo soluzioni basate su economia circolare, transizione energetica e sistemi alimentari sostenibili.

Il rapporto rileva che investire in un clima stabile, in una natura e in un territorio sani e in un pianeta libero dall’inquinamento può generare ogni anno migliaia di miliardi di dollari di PIL globale aggiuntivo, evitare milioni di morti e liberare centinaia di milioni di persone dalla fame e dalla povertà nei prossimi decenni.
Seguendo gli attuali percorsi di sviluppo si verificheranno cambiamenti climatici catastrofici, devastazione della natura e della biodiversità, debilitazione del territorio e desertificazione, nonché un inquinamento mortale e persistente, il tutto a un costo enorme per le persone, il pianeta e le economie.
Il mondo può invece seguire un percorso diverso, migliore, delineato nel rapporto. Questo implica approcci che coinvolgano l’intera società e l’intero governo per trasformare i sistemi economici e finanziari, i materiali e i rifiuti, l’energia, il cibo e l’ambiente, il tutto supportato da cambiamenti comportamentali, sociali e culturali che includano il rispetto per i saperi indigeni e locali.
Sebbene vi siano costi iniziali, il costo economico dell’inazione è molto più elevato e il ritorno sull’investimento a lungo termine della trasformazione è chiaro: i benefici macroeconomici globali iniziano a manifestarsi intorno al 2050, crescono fino a 20 trilioni di dollari all’anno entro il 2070 e continuano ad aumentare in seguito.
Il rapporto invita tutti gli attori a riconoscere l’urgenza della crisi ambientale globale, a fare tesoro dei progressi compiuti negli ultimi decenni e a collaborare alla progettazione e all’attuazione congiunte di politiche, strategie e azioni integrate per garantire un futuro migliore per tutti.
La ricerca è stata guidata dal Multidisciplinary Expert Scientific Advisory Group (MESAG), una Comitato Scientifico composto da 30 membri, che hanno assicurato credibilità scientifica e integrazione tra evidenze nazionali e globali. Alla redazione hanno partecipato 287 scienziati di diverse discipline provenienti da 82 paesi, supportati da oltre 800 revisori per garantire la precisione scientifica. Tra gli autori figurano 12 italiani, incluse 3 giovani scienziate che hanno partecipato al GEO-7 come fellow.
Fonte: ISPRA
