É stato presentato lo scorso 28 maggio a Roma nel corso del convegno Stati generali dell’informazione ambientale il XII Rapporto Eco Media 2025.
Il Rapporto Eco Media fotografa dal 2014 lo status quo di quanto e come lo sviluppo sostenibile viene raccontato sui mezzi d’informazione, soprattutto mainstream.
La sintesi del rapporto 2025
• Nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2025, innovazione sociale e crisi sono le tematiche più trattate nei palinsesti monitorati in Italia con oltre 1 milione di citazioni complessive ciascuna, includendo da un lato il ruolo delle imprese sociali, aziende e terzo settore, dall’altro il cambiamento climatico, la crisi climatica e più in generale la crisi ambientale. Al terzo posto si segnala la tematica economia (che comprende anche l’economia circolare) con più di 900mila citazioni, seguita da energia (oltre 780mila) e risorse (775mila) che rispetto al 2024 conquistano 2 posizioni in classifica superando biodiversità (sesta con più di 724mila). Completano la classifica istituzioni e società (412mila citazioni), finanza sostenibile (quasi 350mila) e infine trasporti, che in linea con lo scorso Rapporto si colloca all’ultimo posto della classifica (poco più di 217mila occorrenze).
• L’andamento delle citazioni è continuativo per ciascuna tematica durante tutto il periodo d’analisi, indicando un’attenzione costante dei media per i temi che riguardano l’ambiente. In linea con la precedente ricerca si segnala una decrescita delle citazioni nei mesi estivi (complice la diminuzione delle pubblicazioni dovuta alla pausa estiva) e un aumento da settembre a novembre, quest’ultimo mese di svolgimento della COP30 (Conference of Parties).
• La tematica innovazione sociale prevale sui palinsesti TV e web, mentre crisi è la più trattata sulla carta stampata. Come nel Rapporto precedente, è biodiversità a ottenere il maggior numero di citazioni sul palinsesto radio.
• Sulla carta stampata e all’interno del palinsesto televisivo sono le fonti locali a diffondere in misura maggiore l’informazione ambientale, mentre osservando il palinsesto radio si nota una maggiore polarizzazione, peculiare alle tematiche analizzate, con risorse, economia e trasporti affrontati più dalle radio locali.
• Per quanto riguarda i social, nel periodo d’analisi, si rilevano più di 17mila contenuti su X, TikTok, Facebook e Instagram nei quali compare almeno una citazione di COP30 (Conference of Parties), pari al 28% in meno rispetto alla copertura della COP29 del 2024. L’engagement prodotto dai post – indice del coinvolgimento degli utenti social rispetto all’oggetto dei contenuti – supera le 830mila interazioni complessive.
• Le citazioni provengono da oltre 7mila autori: fra i profili che hanno indicato una professione, giornalista e politico sono le più ricorrenti. I contenuti rilevati dal monitoraggio sono prevalentemente neutri (94%). L’analisi ha tuttavia mostrato la presenza di conversazioni e post critici (4%), mentre il 2% è positivo. Le critiche riguardano principalmente la percezione di ipocrisia attorno alla Conferenza, complice le operazioni infrastrutturali attuate nel Paese che hanno provocato impatti ambientali e la sensazione di sforzi insufficienti, soprattutto economici.
Fonte: EcoMedia
