Un seminario a cura di ATIA-ISWA Italia su “ Zero waste: dal mito alla realtà” e una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare
La strategia Rifiuti zero fa passi avanti significativi per dimostrare di non essere un mito astratto ma un percorso praticabile e per arrivare a portare questa frontiera del cambiamento all’attenzione del legislatore.
Il 10 aprile a Roma[1] ATIA e Iswa Italia chiamano a discutere per capire “Per mettere in pratica le definizioni di Zero Waste e individuare quale “cruscotto di strumenti e indicatori” costruire per valutare come passare dal mito alla realtà.”[2].
Una iniziativa interessante, perché mette a confronto sul piano tecnico e della realizzazioni mondi fino ad oggi lontani, quando non ostili tra loro, come quello delle aziende e dei consorzi di gestione tradizionali e quello della frontiera tecnica e politica più avanzata e delle buone pratiche realizzative.
Si vuole capire “che cos’è rifiuti zero”, in termini di percorso concreto e non solo di idea fondante e se e come questo percorso sia applicabile in modo generalizzato e a tutte le situazioni.
E lo si farà davanti ad una platea non solo riservata agli “addetti ai lavori”, ma offrendo alcuni interventi introduttivi tecnici di alto livello ed una tavola rotonda tra protagonisti delle esperienze ad un pubblico tra cui vi saranno certamente molti nuovi parlamentari.
La domanda sulla quale confrontarsi è se e come sia vero che “attraverso politiche di “Zero Waste” si rivoluzionerà la gestione dei rifiuti, eliminando la necessità di fare impianti tecnologicamente sofisticati e costosi”.
Contemporaneamente va segnalata la partenza della raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare Zero Rifiuti, che mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro (il sito aggiorna su dove si può firmare)[3].
Il firma day, data di partenza per la raccolta delle firme, è fissato per domenica 14 aprile, data dalla quale inizierà la raccolta delle 50.000 firme necessarie[4] .
La campagna sarà sostenuta da comitati locali e tutte le forze politiche presenti in parlamento sono state invitate a sostenere la raccolta firme e a promuovere incontri per approfondire i contenuti innovativi presenti nel testo nonché ad impegnarsi a portare avanti l’iter legislativo una volta raccolte le firme. Le linee direttrici della campagna sono :
1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986
3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE
7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali
Per raggiungerle il progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:
1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
2. spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale
6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti
Le firme da raggiungere sono 50.000 in 90 giorni
“Una buona gestione dei rifiuti ha bisogno di buona volontà e di buona organizzazione: “rifiuti zero” è del tutto possibile”
tweet del commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik[5]
[1] All’Università di Roma La Sapienza, Facoltà di Ingegneria, Sala del Chiostro, Via Eudossiana 18 – dalle 14.00 alle 18.00

