Sono entrate in vigore lo scorso 16 ottobre le norme rivedute della direttiva quadro sui rifiuti. Si tratta di un importante passo avanti nella lotta agli sprechi tessili e alimentari. La direttiva riveduta promuoverà inoltre un’economia circolare in tutta l’UE, promuovendo in particolare l’innovazione e orientandosi verso pratiche industriali e di consumo più sostenibili.
Per quanto riguarda la gestione sostenibile dei rifiuti tessili, la direttiva riveduta introduce due serie principali di misure per affrontare il significativo impatto ambientale del settore tessile e dell’abbigliamento dell’UE. Tutti gli Stati membri saranno tenuti a istituire un proprio regime di responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili e le calzature, in base al quale le tasse derivanti da tale regime saranno riscosse e utilizzate per finanziare la raccolta, il riutilizzo, il riciclaggio e lo smaltimento dei prodotti tessili. Inoltre, tutti i prodotti tessili raccolti separatamente saranno a partire da ora considerati rifiuti. Ciò garantirà un’interpretazione uniforme in tutti gli Stati membri di ciò che costituisce i rifiuti rispetto ai prodotti tessili usati e gli Stati membri dovranno garantire che i prodotti tessili raccolti separatamente siano sottoposti a operazioni di cernita prima della loro possibile spedizione.
Anche la lotta agli sprechi alimentari è un obiettivo fondamentale della direttiva. Entro il 2030 gli Stati membri dovranno ridurre gli sprechi alimentari del 10% nella trasformazione e nella fabbricazione e del 30% pro capite nella vendita al dettaglio e nel consumo. Tale obbligo riguarda ristoranti, servizi di ristorazione e famiglie. Per conseguire tali obiettivi, gli Stati membri dovranno valutare e adattare i loro programmi di prevenzione degli sprechi alimentari. Per monitorare i progressi compiuti, la Commissione europea effettuerà un riesame completo entro il 2027.
Anche la produzione e il consumo di prodotti tessili hanno un impatto ambientale significativo: nel 2019 sono stati prodotti circa 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, di cui solo un quinto è stato raccolto separatamente per il riutilizzo o il riciclaggio. Analogamente, i dati comunicati dal 2020 e fino al 2023 hanno evidenziato livelli significativi di sprechi alimentari e finora non vi è una chiara tendenza al ribasso. La direttiva riveduta rappresenta un’opportunità unica per affrontare queste tematiche urgenti.
Fonte: Commissione Europea

