Il convegno “RAEE – Sei nazioni a confronto”, organizzato da Ecodom si è scolto martedì 11 giugno 2019 a Roma.  La tavola rotonda, alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei sei più grandi consorzi RAEE di Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Olanda e Italia, ha offerto innanzitutto l’opportunità di confrontare i risultati ottenuti dai Sistemi di responsabilità estesa dei Produttori di AEE in questi sei Paesi (si veda la presentazione qui). La discussione  ha consentito anche di esaminare i rispettivi modelli di gestione dell’E-Waste, in un momento storico particolarmente delicato (con tutti gli Stati membri impegnati nel recepimento delle Direttive europee sull’Economia Circolare).
Tra i risultati dell’incontro vi sono la scelta di alcune  buone pratiche per costruire sistemi di gestione dei RAEE più armonizzati in tutta Europa  un sistema multi-consortile con un organismo di coordinamento, più controlli sulle attività dei soggetti incaricati di effettuare la raccolta dei RAEE, standard di qualità per il trattamento dei RAEE più rigorosi e obbligatori per legge, divieto di transazioni finanziarie in contanti.
Ognuno dei partecipanti ha focalizzato il proprio intervento sui rispettivi sistemi, sui punti di forza e di debolezza e sui risultati operativi raggiunti nei propri Paesi.
I rappresentanti dei vari consorzi hanno poi descritto i diversi modelli di gestione dei RAEE vigenti nei rispettivi Paesi.
I sei Paesi si sono confrontati poi su come fanno a fronteggiare il problema dei flussi paralleli, cioè dei RAEE non gestiti dai sistemi formali istituiti dai Produttori di AEE.
E’ stato messo a confronto il processo di recepimento delle Direttive europee sull’Economia Circolare, che nei sei Paesi è molto disomogeneo.
Al termine dei lavori è stato proprio Arienti a riassumere quelli che potrebbero essere i quattro punti comuni da inserire in un sistema RAEE che sia in grado di sommare le “positività dei diversi Paesi”. “Certamente una best practice – ha detto Arienti – è la Clearing House, l’organismo di coordinamento che in Italia è rappresentato dal Centro di Coordinamento RAEE. Un secondo elemento da tenere in considerazione è il mandatory handover dei RAEE ai Consorzi, o almeno un forte sistema di controllo dei soggetti a cui i RAEE possono essere destinati. Un terzo elemento è l’introduzione di standard di qualità obbligatori per legge, come accade in Francia e in Olanda dove WEEELabex è uno standard legalmente obbligatorio. Un altro punto forte – ha chiuso l’italiano – è il divieto di pagare in contanti le transazioni relative ai rottami e ai rifiuti in generale. Prenderei queste quattro idee e le metterei nelle diverse legislazioni nazionali, per dare vita a sistemi di gestione dei RAEE che funzionino in modo positivo”.
Approfondimento sull’incontro qui.
Fonte: ecodom